
Fenomenologia di una fine imminente – S’Imprenta, rassegna stampa della colonia
Nel pieno di una tempesta politica, giudiziaria e mediatica, nonostante le fatiche del governo e del partito, Solinas trova il tempo per farsi rifiutare una laurea honoris causa dall’Università Kristal di Tirana, la stessa che aveva concesso il titolo al “Trota” Renzo Bossi. Mentre ancora non è chiaro come Solinas si sia laureato all’Università di Sassari, la quale non gli ha negato il titolo.
Non pago, con l’obiettivo di darsi un tono intellettuale, Solinas – rende noto il giornalista Guerrini – esce con un libro: Fenomenologia del sardismo.
Leggo dall’incipit: “In cento anni di ideologia e prassi politiche il Partito Sardo d’Azione si è rivelato il più longevo partito etnofederalista d’Europa, capace di elaborare una filosofia politica che parte dal riconoscimento della propria storia millenaria, depositaria di tutti gli elementi nobilitanti per fondare la nazione sarda che aspira alla perduta indipendenza.
[…]
il volume evidenzia anche il rapporto con i movimenti federalisti italiani ed europei già a cavaliere (ndr, ataviche paure gli impediscono di scrivere la parola temuta dai cagliaritani) tra gli anni Ottanta e Novanta”.
Scrivere è una nobile arte, farlo mentre si governa viene un po’ in salita, soprattutto perché per mesi non ha trovato tempo per il rimpasto, per riformare la scuola sarda, il cui rendimento è drammaticamente in fondo alle classifiche europee, per la lingua sarda, per riformare la pubblica amministrazione, per il Porto Canale, per pianificare la conversione di Portovesme, per l’emorragia di aziende che chiudono, per rilanciare la cultura, il turismo, l’ambiente.
Trova il tempo, invece, per riempire poltrone di amici e conoscenti.
Dall’altro lato della stessa offerta italica, le opposizioni sono drammaticamente silenti, sfibrate al loro interno e senza nessuno slancio vitale.
Il PD sardo elegge il suo segretario, Comandini, seppur azzoppato, in quanto eletto con meno voti del rivale Meloni. Per due anni il PD era stato incapace di esprimere un suo leader locale, preferendo affidarsi al commissario mandato dai vertici PD italici. La spaccatura in due del partito, riflette la spaccatura che per mesi lo ha lasciato immobile, in balia degli eventi e commissariato dai burocrati.
Si tratta comunque di una casella che si è posizionata nella preparazione alla campagna elettorale, dopo che anche i cinque stelle sardi passivamente avevano accettato da parte di Conte la nomina degli otto coordinatori, premiando la fedeltà collaborativa con i vertici statali del Movimento.
La grande assente è la politica sarda, quella indipendente dai partiti italiani, che sceglie in autonomia le proprie politiche. Altro che fenomenologia del sardismo!
Àteras novas de sa chida
Portovesme srl, gli operai scendono dalla ciminiera: “Ma non è una resa, pronti a nuove proteste”
“Una decisione – chiariscono – che viene presa non in segno di resa ma concedendo l’ennesimo atto di fiducia al governo che tuttavia non sarà illimitato. Pronti nel caso – promettono – a nuove iniziative”.

“Economia e welfare: Cagliari è la seconda città più competitiva del Mezzogiorno. Le altre province sarde in fondo alla classifica“
La colonizzazione dei media sardi comincia dal linguaggio.
“Nazionale”, riferito all’Italia;
Cagliari inserita nel Mezzogiorno.
Come far passare una buona notizia in secondo piano.

Immagine: agenzianova.com/